Castel Thun inizialmente chiamato Castel Belvesino dal nome del dosso su cui era costruito, prese poi il nome della famiglia che lo acquistò, i Tono. Il nome venne in seguito tedeschizzato in Thun, da cui l'attuale nome del castello. Il maniero subì diversi incendi nel corso della storia durante uno dei quali, nel 1569, perse la vita Sigismondo Thun, oratore imperiale al Concilio di Trento. I Thun estesero i loro domini sulla valle dividendosi in vari rami, uno dei quali si radicò in Boemia. Tutt'oggi diverse linee della famiglia vivovo tra Austria, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca.

L'interno del castelo custodisce vere e proprie opere d'arte come i quadri che ritraggono le varie dinastie che si sono susseguite nel tempo, mobili intarsiati e suppellettili vari.

Gli arredi sono numerosi e completamenti integri, si ha infatti l'impressione di fare un tuffo nel passato immaginando di vivere come i conti che regnavano un tempo.

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La stanza del Vescovo è forse la sala più suggestiva e misteriosa di Castel Thun. Rivestita in legno di cirmo con uno splendido soffitto a cassettoni con al centro lo stemma dei Thun datato 1670. Accanto al grande letto a baldacchio si trova la maestosa porta in legno che immette nell'appartamento delle donne. Due intarsi significativi ammoniscono che è proibito entrare senza permesso.

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come arrivare

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in macchina

Castel Thun

accenni storici

gli interni del castello

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Simbolo degli antichi fasti di una delle più potenti casate trentine, Cadtel Thun domin ancor oggi la Val di Non con la sua bellezza ed imponenza. Acquistato dalla Provincia Autonoma di Trento nel 1992 e aperto al pubblico dal 2010, custodisce un vero e proprio museo di meraviglie.

la stanza del Vescovo

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